sabato 25 agosto 2018

L'ultimo Paleologo


La vicenda inizia nel 1453 ad Ancona. Quattro galee italiche prendono il mare per soccorrere Costantinopoli, assediata dal geniale e terribile sultano Maometto II. Chi le comanda è Alessio, bastardo della casata dei Paleologi, di ritorno a casa dopo un lungo esilio a causa di un delitto.
Fra i diversi personaggi coinvolti nell'assedio di Costantinopoli ci furono anche persone di fede non cristiana. Uno di questi era Orhan Celebi, detto anche Orhan Sehzade. Era un cugino di Maometto II che giovanissimo, nell'ambito di una trattativa diplomatica, era stato mandato come ostaggio a Bisanzio. Passati moltissimi anni, l'uomo decise però di schierarsi con l'imperatore Costantino XI ed in occasione dell'assedio si impegnò perfino nell'organizzare un gruppo di soldati musulmani turchi.
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L'autore (Emanuele Rizzardi) commenta il suo impegno:

Nel 2017 ho pubblicato il mio primo romanzo storico, "L'ultimo Paleologo"; è un'opera ambientata durante l'assedio di Costantinopoli del 1453, visto dalla parte dei difensori, e negli anni immediatamente successivi, nel misterioso regno di Georgia, dilaniato da una lunga guerra civile che vedrà la sua conclusione grazie all'arrivo di alcuni esuli bizantini. Il libro può essere ordinato nelle principali librerie e sugli store online ed ha ricevuto critiche molto positive.




la torre che i genovesi avevano nel loro quartiere di Galata (Pera).
  L'edificio, dopo i combattimenti, fu consegnato agli ottomani

martedì 24 luglio 2018

Una saga a Bisanzio, Teodora la figlia del circo

Una spogliarellista che diventa imperatrice. Una capitale di un grande impero in cui si scatenano devastanti rivolte religiose, con scontri furiosi nelle piazze, mentre al palazzo reale l’imperatore e il suo consiglio si giocano il tutto per tutto pur di restare al potere. Schiere di barbari che premono ai confini, eunuchi che tramano per eleggere i loro favoriti sul trono, la formula misteriosa di un fuoco che brucia anche sull’acqua e non si spegne mai…



Un fantasy? No, un romanzo rigorosamente storico, che però non ha nulla a che invidiare al Trono di Spade. 


mosaico ravennate con Teodora

È Teodora, la figlia del Circo, di Mariangela Galatea Vaglio (edizioni Sonzogno). Un romanzo d’avventure dal ritmo veloce che racconta l’epopea di Teodora e Giustiniano, la coppia imperiale che governò Bisanzio all’inizio del VI secolo d.C. Il romanzo ripercorre la giovinezza dei due protagonisti, che tutto sembrano fuorché destinati a salire al potere: lei una attrice di scarse fortune che diviene famosa come spogliarellista hard, lui il nipote di un generale di secondo piano, che tutti immaginano come futuro noioso funzionario e burocrate. Attorno a loro lo scenario maestoso di Costantinopoli, la città dove le fazioni del Circo come gli ultrà possono incendiare le folle da un momento all’altro, le controversie religiose sono discusse in piazza, la vita è divertente, crudele e facile al tempo stesso. Amore, avventura e storia in un grande affresco di un’epoca incredibile, Teodora la figlia del Circo è una lettura piacevole per chi ama la storia, ma anche per chi vuole concedersi un rilassante viaggio nel tempo stando comodamente in poltrona.
M.G.V
vecchia foto dell'ippodromo di Costantinopoli


il cronista bizantino Procopio di Cesarea scrisse sulla coppia all'epoca dei fatti
 narrati (altri che ne parlarono: Giovanni Lido, Agazia, Evagora scolastico, Teofane ecc)

sabato 30 giugno 2018

Dopo la caduta di Costantinopoli nella Roma ansiosa c'era anche Jacques Cœur

Il papa Niccolo V l'8 luglio 1453 apprese, tramite canali veneziani, della caduta di Costantinopoli avvenuta settimane prima (29 maggio) e ne fu costernato come molti in Europa. Il 30 settembre la Cancelleria pontificia emanava un documento prospettando una crociata. Poco dopo furono avviate una serie di Diete che risultarono inconcludenti. 
Jacques Cœur, il celebre mercante francese caduto in disgrazia alla corte di Carlo VI,  arrivò a Roma poco dopo questi fatti.


il mercante in una vignetta con il suo motto

francobollo in occasione del 500° anniversario della morte
Sullo sfondo il suo notevole palazzo di Bourges


Il pontefice conosceva Jacques Coeur per via delle precedenti ed utili missioni diplomatiche e quindi lo accolse bene ospitandolo, a quanto pare, anche in Laterano. In quel periodo Niccolo V era molto coinvolto nelle relazioni internazionali che potevano essere utili in quel momento difficile della Cristianità ed ipotizzava qualche operazione contro i turchi. 
Molti dei beni del mercante erano stati sequestrati per ordine del re francese, ma non tutto (incluse alcune navi) era in Francia e quindi Jacques Coeur impegnò parte del suo tempo per recuperare quanto possibile. Non ebbe tempo di frequentare molto papa Niccolò V perchè il pontefice iniziò a star male all'inizio del 1455.
Altro personaggio che, quando non era impegnato in missioni, risiedeva a Roma era il cardinale Bessarione. Anche lui era impegnato a recuperare qualcosa (quel che era possibile del mondo culturale bizantino). Lo stesso Bessarione partecipò comunque al brevissimo conclave che si tenne nell'aprile 1455 per l'elezione di papa Callisto III ( l'anziano Alonso Borja, noto sostenitore di una nuova crociata).


Bessarione  (si era formato a Trebisonda)

La situazione in oriente era tuttavia difficile. Nel despotato di Morea i figli del defunto imperatore bizantino non andavano d'accordo, genovesi e veneziani resistevano come potevano, gli albanesi erano attaccati ma si difendevano, gli ungheresi avvertivano la pressione turca ecc.

giovedì 21 giugno 2018

L'interesse dei Medici di Firenze per l'arte islamica

Nell'ambito di una mostra programmata a Firenze fra il 22 giugno – 23 settembre 2018 gli interessati avranno occasione di farsi un'idea dell'interesse collezionistico dei Medici per l'arte islamica.
Uno dei momenti del rapporto fra Firenze ed Islam si ebbe quando il Sultano d’Egitto Qayt Bay nel 1487 inviò in dono una giraffa a Lorenzo il Magnifico.
Quest'ultimo probabilmente lesse con attenzione le relazioni compilate dall’oratore fiorentino Luigi Della Stufa che era andato in Egitto al seguito di diplomatici.
Già prima di questi fatti l'attenzione di molti fiorentini per il mondo islamico, fu testimoniato nei diari dei mercanti fiorentini Simone Sigoli, Leonardo Frescobaldi e Giorgio Gucci che nel 1384, durante il loro pellegrinaggio in Terrasanta, visitarono pure il Cairo e Damasco, restando spesso sorpresi dalla quantità e dalla straordinaria bellezza dei manufatti.
I Medici, come altri importanti personaggi dell'epoca, acquisirono spesso diverse opere di provenienza orientale (Piero di Cosimo de' Medici privilegiava sovente raffinati manufatti metallici).

In occasione delle citate esposizioni sono stati selezionati diversi interessanti oggetti. Ne riproduciamo alcuni fra quelli medievali.

cofanetto prodotto a Cordoba nel X secolo
foto Civita

Bruciaprofumi, Mosul, inizio XIV
foto Civita

vassoio realizzato in Egitto o Siria fra la fine del XIII e l'inizio del XIV
foto Civita

La mostra è articolata presso l'Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi e presso il Museo Nazionale del Bargello (dove dal 1982 esiste una sala islamica frutto pure di alcune donazioni).


lampada da moschea egiziana-XIV (foto Civita)

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