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sabato 16 giugno 2018

L'arrivo della galea veneziana a Costantinopoli

L'arrivo della galea veneziana a Costantinopoli di Francesco Liparulo è un romanzo che viene contestualizzato fra il luglio 1422 e la primavera del 1423.



I protagonisti principali sono "mercanti veneziani"  all'epoca del basileus Manuele II Paleologo e del doge Tommaso Mocenigo. Oltre ai mercanti sulla nave ci sono pure balestrieri e giovani alle prime esperienze. Ovviamente nel corso del viaggio veneziani ed altri confrontano le loro idee e la loro cultura.
A parte la trama romanzesca nel testo sono fornite molte informazioni su quelle che erano le merci trattate, il loro costo, le principali tratte, il funzionamento dei porti,  la struttura delle navi. 
Poi si parla del funzionamento della Serenissima al tempo del doge Tommaso Mocenigo (morto nel 1423) e del ruolo del bailo di Costantinopoli Benedetto Emo. In sostanza nel corso dell'intrigante storia di fantasia è ampiamente descritto il mondo dei mercanti veneziani nei primi anni del Quattrocento.





martedì 26 gennaio 2016

Palermo, Nicodemo ultimo vescovo del periodo islamico

Può darsi che in Sicilia ce ne fossero altri, ma subito dopo la conquista della Palermo islamica ( nel 1072) i combattenti normanni capeggiati da Roberto il Guiscardo trovarono a Palermo un solo "timido" vescovo cristiano. Si trattava di tale Nicodemo che a quanto sembra officiava- secondo i criteri della Chiesa di Costantinopoli- in una piccola chiesetta fra Palermo e Monreale. Secondo alcune cronache tale vescovo stava: " ..ab impiis dejectus in paupere Ecclesia S.Cyriacae.."
Dopo quasi due secoli di dominazione islamica erano rimasti ben pochi residui della presenza cristiana e, se c'erano, questi ovviamente erano spesso di rito bizantino e non romano.
In più i cristiani rimasti erano ovviamente più numerosi nella Sicilia orientale in quanto la dominazione islamica arrivò molto più tardi nella parte est dell'Isola. Gli arabi ci misero infatti un bel po' a conquistare Siracusa e l'ultimo baluardo di Taormina fu espugnato nel 906 (e pare che in quell'occasione fu decapitato il vescovo locale). Furono poi complicatissime le vicende di una cittadina come Rometta.
°°
A parte queste curiosità, la cultura bizantina nella parte orientale della Sicilia fu persistente per molto tempo e ne sono rimaste anche alcune evidenze artistiche.

affresco in stile bizantino a Siracusa (cripta di San Marziano)
foto di Susanna Valpreda che ha curato il volume
Sikelia- in Sicilia orientale nel periodo bizantino (approfondimenti)


°°°

due frammenti di vecchi libri sulla chiesa di Nicodemo(comunque a quanto risulta il vescovo fu presto invitato a celebrare messa nell'antica cattedrale di Palermo che per molto tempo era stata utilizzata come moschea); di seguito proponiamo invece un link 




martedì 19 gennaio 2016

Emirato di Bari, pochi documenti

Per diversi anni (dall'anno 847 all'anno 871) Bari fu sede di un emirato che, per la sua situazione, inizialmente non fu riconosciuto dai potentati islamici. 
Fra l'altro tutto iniziò quasi casualmente.  C'erano delle discordie fra i signori locali e alcuni di questi chiamarono in loro aiuto dei mercenari islamici, che approfittarono di un momento di confusione per impadronirsi della città.
La vicenda è raccontata anche da Michele Amari nel suo famoso studio intitolato "Storia dei musulmani di Sicilia":
Radelchi...(omissis), per Pandone gastaldo di Bari, fe' chiamare un di que' condottieri per nome Khalfûn, uom berbero, liberto della tribù araba di Rebi'; le cui genti Pandone fe' accampar lungo la marina e sotto le mura. E una notte i Baresi, che abbastanza non se ne guardavano, videro saltare in città quelle frotte scalze, mezzo ignude, male armati e i più di sole canne, scrissero i Cristiani maravigliati di quelle lor lance, di canne indiane, sottili e salde come d'acciaro. Saccheggiarono; uccisero chi resistea: Pandone tra gli altri fu gittato in mare, perchè volea parlare sopra il diritto delle genti. Radelchi, non potendo far altro, li lasciò padroni di Bari...

Non si sa moltissimo di come andarono le cose a Bari durante tale occupazione. Però non manca qualche testo informativo.



Le poche fonti, in genere di ambiente islamico, sono spesso sintetiche ecc.. Qualche scarna notizia è stata pure tramandata dalla comunità ebraica di Oria (nel brindisino) che, all'epoca, era forse uno dei pochi luoghi dove si scriveva. 


vecchia foto: Oria, porta degli ebrei. 
Nella città ci fu un'importate comunità già all'inizio del medioevo e
 vi nacque nel 913 circa anche lo studioso Donnolo da Oria 

Poco altro è accennato in conseguenza di occasionali relazioni che gli islamici ebbero a Salerno. Sicuramente sono rimaste informazioni sulle aggressive escursioni degli islamici in molti luoghi circostanti (inclusa la citata Oria). 


l'imperatore Ludovico II in antico disegno (fonte wikipedia)

Tuttavia, qualche tempo dopo, l'imperatore Ludovico II riuscì, con le forze disponibili nell'area, ad organizzare una coalizione contro gli islamici di Bari. Finalmente nel febbraio dell'871 la cittadella fu espugnata e l'ultimo emiro (Sawdan) fu catturato e portato in catene a Benevento.
Spesso si tratta di notizie di varia provenienza che compongono un mosaico. Qualche informazione sul contestuale attacco navale risulta pure da alcuni testi all'epoca scritti nella lontana abbazia di San Bertino in Francia.  


Fra le pagine viste sull'argomento ne segnaliamo alcune:
Quando Bari era un emirato
Bari e Bagdad
Fra le pubblicazioni sono in genere citati i seguenti libri: L'Emirato di Bari 847-871, di Giosuè Musca e Il fiore sulla muraglia. Sawdan l'emiro di Bari di Francesco P. Percoco (quest'ultimo dedicato a una vicenda un po' romanzata). Tuttavia ci sono altri testi e articoli sono inseriti in pubblicazioni più ampie.



lunedì 14 dicembre 2015

Una principessa orientale in Germania

In un momento storico in cui si crearono improvvisamente alcune necessità strategiche, l'Impero Bizantino, volle che la principessa Theophanu sposasse quello che all'epoca era l'erede al trono del Sacro Romano Impero in Germania (futuro Ottone II). Era l'anno 972.
Poco prima Liutprando di Cremona, ambasciatore dell'imperatore tedesco, era tornato da Costantinopoli parecchio costernato in quanto i bizantini non erano molto motivati ad avere buoni rapporti con i tedeschi. 
I modi orientali della principessa inizialmente lasciarono molto interdetti i tedeschi ma poi le cose andarono benino. Qualcuno sostiene che la bella ragazza fosse di origini armene.


statua dell'imperatrice a Eschwege- foto Kristin Weber (wikipedia)

Quando nel 983 l'imperatore morì a Roma, in quanto madre di Ottone III, Theophanu  fu anche reggente.
La donna è ricordata fra l'altro per aver introdotto in Europa occidentale il culto di San Nicola.


il sarcofago a Colonia

La sua tomba si trova nell'antica chiesa di San Pantaleone a Colonia. Vi fu trasportata dopo la sua morte a Nijmegen (ora Olanda) nell'anno 991.

chiesa di San Pantaleone

Una statua di Theophanu (Teofano) è posta anche sulla facciata della famosa cattedrale di Colonia.