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giovedì 7 gennaio 2016

I Re Magi a Milano e in Germania


Nell'antica chiesa milanese di San'Eustorgio c'è una cappella dedicata ai famosi Re Magi e in occasione dell'Epifania vi si svolge una piccola cerimonia.
Simili festeggiamenti non mancano tuttavia anche in altre città italiane (qualche volta pure a Napoli).

 vecchia foto della Basilica di Sant'Eustorgio


Secondo una tradizione in San'Eustorgio erano sepolte le spoglie dei Magi che inizialmente la madre (Elena) dell'imperatore aveva fatto conservare a Costantinopoli per essere, poco dopo, destinate alla chiesa milanese. 
In epoca medievale, ai tempi di Federico I Barbarossa, le reliquie furono trasferite a Colonia e solo molto dopo, all'inizio del XX secolo, una piccolissima parte rientrò a Milano.
La parte più importante dei resti dei Magi è conservata in un preziosissimo sarcofago nel Duomo di Colonia che si possono vedere anche nella scheda del Koelner Dom.  
Nella cappella in Sant'Eusborgio c'è comunque un bel lavoro scultoreo di uno dei maestri campionesi che lavorarono in Lombardia.

 foto di Giovanni dell'Orto (wikipedia)


per approfondimenti sulla tradizione milanese leggasi:
 la strana storia dei Re Magi a Milano


La tradizione dei Re Magi è comunque abbastanza viva anche nei paesi di lingua tedesca e, in tempi passati, erano moltissimi i pellegrini che si recavano a Colonia per vedere il citato sarcofago.

In alcune piccole città, fra l'altro, i bambini si vestono in modo particolare e vanno a visitare le case dei vicini. Sono chiamati "i cantori della stella" ( Sternisnger). Sulle porte delle case visitate i ragazzi spesso scrivono in gesso la data del loro passaggio e tre sigle usuali che forse sarebbero quelle di  Caspar, Melchior e Balthasar.
Alle usanze di alcune zone tedesche non sfugge neanche la Merkel come si può vedere in alcune foto.

Approfondimento : 6 gennaio in Germania


infine segnaliamo affresco paleocristiano sui Re Magi a Villagrazia di Carini -Pa (vedi foto)


domenica 29 novembre 2015

La prova del fuoco del 1068

Nel medioevo capitava che, con una prova estrema, qualcuno per dimostrare qualcosa si sottoponesse al giudizio divino.
Sembra che questa pratica avesse origini longobarde. Le modalità di tali prove estreme erano diverse. Una delle forme più ricorrenti era la c.d. prova del fuoco. A quanto pare ci furono alcuni casi nei primi tempi dell'Inquisizione.
Qualche volta talune di queste "prove" sono ricordate, magari in occasione di qualche manifestazione di stampo medievale. Fra queste c'è il caso del monaco Pietro che il 13 febbraio 1068 si sarebbe fatto una passeggiata sui carboni ardenti. La dimostrazione avvenne nei pressi di Firenze e con tale sistema il citato personaggio intendeva confermare alcune accuse nei confronti del vescovo della città toscana. L'esperimento indusse la popolazione a sollevarsi contro il vescovo Mezzabarba all'epoca sostenuto da Goffredo il Barbuto e Beatrice di Canossa.

locandina festa medievale in Scandicci anche in ricordo della prova del fuoco del 1068

Giovanni Gualberto, uno dei principali accusatori del vescovo Mezzabarba
Dipinto di Luca di Tommè (fonte wikipedia)


Il monaco in questione fu poi ricordato come Pietro Igneo e pare provenisse dalla nobile famiglia degli Aldobrandeschi. Secondo le cronache lo stesso morì in quel di Albano Laziale  dove fu vescovo fino al 1089 circa. Un dipinto di Marco Palmezzano fu dedicato alla sua prova del fuoco.

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giovedì 26 novembre 2015

Pio V , dalle corride alla battaglia di Lepanto

Anche se la tutela degli animali sembra a molti un argomento relativamente recente, va riferito che papa Pio V nel novembre 1567 emanò una bolla per scoraggiare corride e manifestazioni simili. Da quello che sappiamo, già a Pamplona c'erano manifestazioni come quelle attuali ma probabilmente all'epoca diverse città, oltre alle corride in luoghi circoscritti, avevano eventi che, come la festa di San Firmino, coinvolgevano i buoi fuori da recinti ecc.

Pio V in un dipinto di El Greco, foto da wikipedia

Si tratta della bolla " De Dominici gregis Salute" con la quale vietava espressamente alcune tradizioni che in Spagna avevano spesso il favore popolare. Ad esempio censurava :" quegli spettacoli dove i tori corrono belve nel circo o in pubblica piazza". Tali spettacoli, osservava il pontefice, non hanno nulla a che vedere con la pietà e la carità cristiana .
All'epoca Filippo II , re di Spagna, non diede molto seguito a questa e altre richieste papali (esempio: maggiore umanità nei confronti degli indios d'America). D'altra in Spagna avevano, come giustificazione, numerosi problemi interni dopo la Reconquista di molte zone prima controllate dagli islamici.
E in effetti, all'epoca, il principale problema era proprio il confronto con gli islamici ed in particolare con i turchi che erano sempre più insidiosi.
Lo stesso Pio V si impegnò presto in quella che fu una delle principali operazioni del suo pontificato. Mentre gli ottomani assediavano l'isola di Cipro (fino a quel momento controllata dai veneziani), il papa riuscì a organizzare quella Lega Santa il cui principale risultato fu la battaglia navale di Lepanto del 7 ottobre 1571.


documento relativo all'armata navale conservato a Bosco Marengo in Piemonte (paese natale di papa Pio V) ; foto arpav 2015

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Per i curiosi lo stendardo che Pio V affidò a Marcantonio Colonna , uno dei protagonisti di Lepanto, è ancora conservato nel museo diocesano di Gaeta.