Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chiesa. Mostra tutti i post

domenica 13 marzo 2016

Lucrezia Borgia reggente a Spoleto e Foligno

All'inizio dell'agosto del 1499, Alfonso d'Aragona che da poco aveva sposato Lucrezia Borgia (figlia di Alessandro VI) temendo che a Roma fossero in corso delle trame politiche che potevano danneggiarlo, si allontanò da Roma. 
Forse per distrarre la giovane sposa (all'epoca incinta) il padre decise quindi di inviarla in missione a Spoleto e Foligno.
Prima di arrivare nella rocca spoletina, il corteo sostò brevemente ad Acquasparta in quello che all'epoca era il castello di Porcaria e dove oggi c'è la frazione di Portaria che ricorda spesso l'evento. Alcuni ipotizzano che Lucrezia abbia fatto anche una brevissima tappa nel Palazzo Mazzancolli di Terni (ora sede dell'Archivio di Stato).

la pro-loco di Portaria organizza ogni maggio un evento commemorativo


antico angolo dell'abitato di Portaria-vecchia foto


la rocca Albornoz di Spoleto dove Lucrezia Borgia ebbe breve residenza nel 1499
foto Reame- wikipedia

Lucrezia era incinta di sei mesi quindi fece il viaggio, all'inizio a cavallo, principalmente in una lettiga. Aveva un discreto seguito e diversi muli trasportavano quanto reputato necessario.
L'escursione estiva è ricordata anche da alcuni versi del poeta Giovanni Marrades Labronio:
Sulla strada per Spoleto bruciante
Sotto il sole d'agosto lentamente
Cavalcava Lucrezia nel mezzo di un fulgido corteo
Di preti e di gentiluomini
La fulva bellezza della sua ridondante chioma
Faceva ombra al brillio dei suoi occhi semichiusi
........
Arrivata finalmente a Spoleto la giovanissima nobildonna ovviamente si insediò nel castello dove ricevette i diversi notabili ed amministrò un po' il territorio (alcune carte della sua reggenza sono ancora conservate). A Foligno nominò un suo rappresentante.
Supponiamo che, fra gli ambienti della Rocca, la reggente si sia soffermata anche nella bella camera pinta.
Il 9 settembre finalmente incontrò il marito e, qualche settimana dopo, rientrò a Roma dove partorì il figlio Rodrigo.

°°

lunedì 11 gennaio 2016

Una terrazza, Michelangelo, Vittoria Colonna e un club

A pochi passi dal Quirinale è ubicata la chiesa di San Silvestro dove i visitatori possono arrivare ad una terrazza e alla facciata di un antico oratorio.


foto alpav (l'oratorio in antico aveva forse funzioni cimiteriali).

In questi luoghi pare si incontrassero il grande Michelangelo, Vittoria Colonna e saltuariamente altri amici.
La marchesa di Pescara all'epoca soggiornava spesso nell'antico convento che era qui funzionante.
Nel 1538-1539 nella chiesa (a quei tempi spesso denominata San Silvestro al Monte Cavallo), fra l'altro, fece diverse predicazioni il senese Lancelloto Politi (Ambrogio Catarino Politi, teologo e giurista).

Vittoria Colonna in un dipinto di Sebastiano del Piombo, conservato nel Museo Nazionale della Catalogna (foto wikipedia).  A Londra è conservata un bel disegno che Michelangelo donò alla nobildonna.

Diverse persone di questo club erano collegate al cardinale inglese Reginald Pole (che fu anche l'ultimo vescovo cattolico di Canterbury) che, in quel periodo, stava parecchio in Italia e aveva fondato a Viterbo un movimento denominato Ecclesia Viterbiensis. A tale movimento avevano aderito anche alcuni individui che poco prima erano stati vicini alle posizioni di Juan de Valdés. 
Vittoria Colonna ebbe alcuni contatti con il cardinale Pole anche quando soggiornò brevemente a Viterbo in un convento.


frontespizio di antico volume del cardinale Pole

Il gruppo voleva trovare una diversa via per confrontarsi con i luterani ma simili progetti non andarono a buon fine. Lo stesso cardinale Pole, a quanto sembra, fu nella rosa dei papabili dopo la morte di Paolo III, ma in quel conclave fu poi eletto il cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte (Giulio III). 
°°
uno dei testi di Marcantonio Flaminio

Altri personaggi che gravitarono un po' intorno al gruppo furono Giulia Gonzaga e Marcantonio Flaminio.

approfondimenti:
chiesa San Silvestro al Quirinale
il circolo degli spirituali di Viterbo
Vittoria Colonna a Viterbo
la Pietà di Michelangelo per Vittoria Colonna



Vasto (Chieti) resti della facciata della chiesa di San Pietro. Nella cittadina abruzzese c'è ancora memoria della nobildonna. Ogni anno anche il matrimonio fra Vittoria Colonna e Ferrante d'Avalos viene ricordato ad Ischia e Vasto con piccoli ma simpatici cortei in costume

°°

giovedì 7 gennaio 2016

I Re Magi a Milano e in Germania


Nell'antica chiesa milanese di San'Eustorgio c'è una cappella dedicata ai famosi Re Magi e in occasione dell'Epifania vi si svolge una piccola cerimonia.
Simili festeggiamenti non mancano tuttavia anche in altre città italiane (qualche volta pure a Napoli).

 vecchia foto della Basilica di Sant'Eustorgio


Secondo una tradizione in San'Eustorgio erano sepolte le spoglie dei Magi che inizialmente la madre (Elena) dell'imperatore aveva fatto conservare a Costantinopoli per essere, poco dopo, destinate alla chiesa milanese. 
In epoca medievale, ai tempi di Federico I Barbarossa, le reliquie furono trasferite a Colonia e solo molto dopo, all'inizio del XX secolo, una piccolissima parte rientrò a Milano.
La parte più importante dei resti dei Magi è conservata in un preziosissimo sarcofago nel Duomo di Colonia che si possono vedere anche nella scheda del Koelner Dom.  
Nella cappella in Sant'Eusborgio c'è comunque un bel lavoro scultoreo di uno dei maestri campionesi che lavorarono in Lombardia.

 foto di Giovanni dell'Orto (wikipedia)


per approfondimenti sulla tradizione milanese leggasi:
 la strana storia dei Re Magi a Milano


La tradizione dei Re Magi è comunque abbastanza viva anche nei paesi di lingua tedesca e, in tempi passati, erano moltissimi i pellegrini che si recavano a Colonia per vedere il citato sarcofago.

In alcune piccole città, fra l'altro, i bambini si vestono in modo particolare e vanno a visitare le case dei vicini. Sono chiamati "i cantori della stella" ( Sternisnger). Sulle porte delle case visitate i ragazzi spesso scrivono in gesso la data del loro passaggio e tre sigle usuali che forse sarebbero quelle di  Caspar, Melchior e Balthasar.
Alle usanze di alcune zone tedesche non sfugge neanche la Merkel come si può vedere in alcune foto.

Approfondimento : 6 gennaio in Germania


infine segnaliamo affresco paleocristiano sui Re Magi a Villagrazia di Carini -Pa (vedi foto)


giovedì 17 dicembre 2015

Papa, figlio di pontefice

Non erano ancora i tempi del nepotismo ma nella storia più antica della Chiesa ci fu il caso di un papa che era figlio di un precedente pontefice. Ed entrambi sono santi.

illustrazione da wikipedia

Si tratta di papa Silverio (480-537) al numero 58 nella cronologia dei papi. Sembra fosse originario di quella zona del Lazio meridionale che ora è denominata Ciociaria. Fu eletto nel 1536 ma l'anno seguente fu costretto a dimettersi mentre era in esilio a Palmaria (isole pontine) per un'intricata vicenda politica del tempo (a Roma c'erano i goti).
San Silverio è fra l'altro patrono dell'isola di Ponza. Silverio e il padre sono invece entrambi festeggiati a Frosinone.

copertina di un antico volume

Suo padre era infatti papa Omisda (pontefice dal 514 al 523). Prima di avviarsi al sacerdozio era stato sposato e durante il matrimonio era nato il futuro papa Silverio. Non è escluso che vi sia capitato di spedire qualche lettera con il francobollo italiano emesso in ricordo di quest'ultimo papa.



festa di San Silverio a Ponza



domenica 29 novembre 2015

La prova del fuoco del 1068

Nel medioevo capitava che, con una prova estrema, qualcuno per dimostrare qualcosa si sottoponesse al giudizio divino.
Sembra che questa pratica avesse origini longobarde. Le modalità di tali prove estreme erano diverse. Una delle forme più ricorrenti era la c.d. prova del fuoco. A quanto pare ci furono alcuni casi nei primi tempi dell'Inquisizione.
Qualche volta talune di queste "prove" sono ricordate, magari in occasione di qualche manifestazione di stampo medievale. Fra queste c'è il caso del monaco Pietro che il 13 febbraio 1068 si sarebbe fatto una passeggiata sui carboni ardenti. La dimostrazione avvenne nei pressi di Firenze e con tale sistema il citato personaggio intendeva confermare alcune accuse nei confronti del vescovo della città toscana. L'esperimento indusse la popolazione a sollevarsi contro il vescovo Mezzabarba all'epoca sostenuto da Goffredo il Barbuto e Beatrice di Canossa.

locandina festa medievale in Scandicci anche in ricordo della prova del fuoco del 1068

Giovanni Gualberto, uno dei principali accusatori del vescovo Mezzabarba
Dipinto di Luca di Tommè (fonte wikipedia)


Il monaco in questione fu poi ricordato come Pietro Igneo e pare provenisse dalla nobile famiglia degli Aldobrandeschi. Secondo le cronache lo stesso morì in quel di Albano Laziale  dove fu vescovo fino al 1089 circa. Un dipinto di Marco Palmezzano fu dedicato alla sua prova del fuoco.

°°

venerdì 27 novembre 2015

Artisti con archibugio

Notoriamente il Sacco di Roma del maggio 1527 fu un evento tragico per l'Urbe e in quell'occasione furono danneggiate anche diverse opere d'arte.

l'episodio in un'incisione dell'artista fiammingo Hieronymus Cock 

Tuttavia nei primi giorni dell'assedio dei Lanzichenecchi e compagni, ci fu un episodio particolare. Il comandante degli assedianti Carlo III di Borbone, connestabile di Francia, morì per le conseguenze di un colpo di archibugio sofferto mentre era a Porta Torrione. Non si sa bene come andarono le cose ma la rosa dei possibili "cecchini" (muniti di archibugio) comprendeva alcuni artisti che erano presenti e armati. Il primo di questi era Benvenuto Cellini che un po' se ne vantò ma fra i possibili archibugieri, a quanto sembra, c'erano anche due amici del Cellini, poi il pittore Giovanni da Udine (della bottega di Raffaello) e infine due bravi orefici (Francesco Valentino e Bernardino Passeri). Pare infatti che fossero un po' tutti, fuori dalla mischia, in un punto dove si poteva ben osservare e sparare. Qualche ora dopo, il ferito morì presso il Convento di S.Onofrio al Gianicolo, ma la morte del comandante degli "imperiali" non evitò poi il Sacco di Roma.

giovedì 26 novembre 2015

Pio V , dalle corride alla battaglia di Lepanto

Anche se la tutela degli animali sembra a molti un argomento relativamente recente, va riferito che papa Pio V nel novembre 1567 emanò una bolla per scoraggiare corride e manifestazioni simili. Da quello che sappiamo, già a Pamplona c'erano manifestazioni come quelle attuali ma probabilmente all'epoca diverse città, oltre alle corride in luoghi circoscritti, avevano eventi che, come la festa di San Firmino, coinvolgevano i buoi fuori da recinti ecc.

Pio V in un dipinto di El Greco, foto da wikipedia

Si tratta della bolla " De Dominici gregis Salute" con la quale vietava espressamente alcune tradizioni che in Spagna avevano spesso il favore popolare. Ad esempio censurava :" quegli spettacoli dove i tori corrono belve nel circo o in pubblica piazza". Tali spettacoli, osservava il pontefice, non hanno nulla a che vedere con la pietà e la carità cristiana .
All'epoca Filippo II , re di Spagna, non diede molto seguito a questa e altre richieste papali (esempio: maggiore umanità nei confronti degli indios d'America). D'altra in Spagna avevano, come giustificazione, numerosi problemi interni dopo la Reconquista di molte zone prima controllate dagli islamici.
E in effetti, all'epoca, il principale problema era proprio il confronto con gli islamici ed in particolare con i turchi che erano sempre più insidiosi.
Lo stesso Pio V si impegnò presto in quella che fu una delle principali operazioni del suo pontificato. Mentre gli ottomani assediavano l'isola di Cipro (fino a quel momento controllata dai veneziani), il papa riuscì a organizzare quella Lega Santa il cui principale risultato fu la battaglia navale di Lepanto del 7 ottobre 1571.


documento relativo all'armata navale conservato a Bosco Marengo in Piemonte (paese natale di papa Pio V) ; foto arpav 2015

°°
Per i curiosi lo stendardo che Pio V affidò a Marcantonio Colonna , uno dei protagonisti di Lepanto, è ancora conservato nel museo diocesano di Gaeta.