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giovedì 21 giugno 2018

L'interesse dei Medici di Firenze per l'arte islamica

Nell'ambito di una mostra programmata a Firenze fra il 22 giugno – 23 settembre 2018 gli interessati avranno occasione di farsi un'idea dell'interesse collezionistico dei Medici per l'arte islamica.
Uno dei momenti del rapporto fra Firenze ed Islam si ebbe quando il Sultano d’Egitto Qayt Bay nel 1487 inviò in dono una giraffa a Lorenzo il Magnifico.
Quest'ultimo probabilmente lesse con attenzione le relazioni compilate dall’oratore fiorentino Luigi Della Stufa che era andato in Egitto al seguito di diplomatici.
Già prima di questi fatti l'attenzione di molti fiorentini per il mondo islamico, fu testimoniato nei diari dei mercanti fiorentini Simone Sigoli, Leonardo Frescobaldi e Giorgio Gucci che nel 1384, durante il loro pellegrinaggio in Terrasanta, visitarono pure il Cairo e Damasco, restando spesso sorpresi dalla quantità e dalla straordinaria bellezza dei manufatti.
I Medici, come altri importanti personaggi dell'epoca, acquisirono spesso diverse opere di provenienza orientale (Piero di Cosimo de' Medici privilegiava sovente raffinati manufatti metallici).

In occasione delle citate esposizioni sono stati selezionati diversi interessanti oggetti. Ne riproduciamo alcuni fra quelli medievali.

cofanetto prodotto a Cordoba nel X secolo
foto Civita

Bruciaprofumi, Mosul, inizio XIV
foto Civita

vassoio realizzato in Egitto o Siria fra la fine del XIII e l'inizio del XIV
foto Civita

La mostra è articolata presso l'Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi e presso il Museo Nazionale del Bargello (dove dal 1982 esiste una sala islamica frutto pure di alcune donazioni).


lampada da moschea egiziana-XIV (foto Civita)

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giovedì 12 ottobre 2017

Le fiere rinascimentali di Lione, Niccolò Antinori ed un'opera di Giovanni della Robbia

Niccolò di Tommaso Antinori (nato a Firenze nel 1454) alla sua epoca si era dedicato, con l'aiuto di un fratello, ai commerci ed in particolare frequentava le fiere di Lione dove circolavano anche merci pregiate come ad esempio la seta. Il periodo fra il 1450 ed il 1490 fu poi particolarmente brillante per la città come lo fu pure un periodo successivo . Dal 1466 perfino i Medici di Firenze si erano organizzati in loco come anche fecero i Gondi.
Le fiere lionesi erano quattro volte l'anno ed erano denominate Fiera dei Re (Epifania) , Fiera di Pasqua , Fiera di Agosto (in genere il 4) e Fiera di tutti i Santi. Un rappresentante della numerosa "nation fiorentine" aveva un ruolo. Per un po' di tempo diversi mercanti preferirono riunirsi anche nei pressi di un ponte sul fiume Saona (affluente del Rodano).


la cattedrale di Lione in una vecchia stampa


veduta di Lione nel cinquecento (vecchia incisione)

Ogni fiera durava circa 20 giorni ma i pagamenti in genere venivano regolati qualche tempo dopo le transazioni. Il fratello citato aveva anche preso la residenza a Lione. Negli affari era coinvolto anche un fiammingo e la società aveva sede in una via ancora esistente (Rue Tramassac).
Dal 1494 l'Antinori ebbe diversi incarichi pubblici a Firenze. Nel  1487 acquistò alla periferia della città la bella Villa delle Rose (attualmente utilizzata come hotel di lusso) e poco dopo divenne proprietario di un prestigioso palazzo nella zona del Mercato Vecchio.


attuale palazzo Antinori

Da quanto risulta intorno al 1520 (poco prima della morte) il mercante commissionò a Giovanni della Robbia una grandissima lunetta che fu sistemata nella citata Villa delle Rose (Tavarnuzze) dove rimase per alcuni secoli. Nel 1898 la lunetta fu acquistata dall'americano Aaron Augustus Healy che alla fine la donò al Brooklyn Museum.


Nell'opera che misura cm 174,6 x 364,5 si vede in ginocchio il mercante committente
Foto ufficio stampa Civita

l'Antinori nella rappresentazione robbiana

Un discendente dell'antico commerciante fiorentino (Marchesi Antinori) ha provveduto a far restaurare l'importante opera che dal 9 novembre 2017 all'8 aprile 2018 sarà visibile presso il Museo Nazionale del Bargello di Firenze.
Accanto al manufatto rinascimentale i visitatori potranno anche vedere il ritratto del citato Aaron Augustus Healy che fu realizzato da un notevole artista di altra epoca (ovvero dall'americano John Singer Sargent che - per combinazione - era spesso in Toscana).


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Fra le diverse opere di Giovanni Della Robbia (1469-1530), a titolo di esempio per la grandezza, può essere citata anche la rappresentazione -in quel di Volterra - dell'Assunta che dona la cintola a San Tommaso.
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Nel frattempo a Pistoia fino al 7 gennaio 2018 presso la chiesa di San Leone è esposta un'importante opera di un altro Robbia (ovvero Luca).


la Visitazione di Luca della Robbia
(Giandomenico era il pronipote di Luca)

venerdì 15 settembre 2017

I Meronvingi richiamano sempre...

La dinastia merovingia regnò per molto tempo ampia parte della Francia e di territori confinanti (Belgio, Lussemburgo ecc.) prima dell'avvento di Carlo Magno. Le zone interessate a tali re furono talora suddivise anche in quattro ducati/regni. Uno di questi era l'Austrasia.
Gli interessati alle vicende (talora affascinanti) di questa dinastia negli ultimi decenni sono diventati più numerosi e conseguentemente sono proposte, spesso a Parigi, interessanti mostre.
A febbraio 2017 si è chiusa al Museo Cluny l'esposizione "le temps merovingies", fino al 2 ottobre 2017 è invece programmata l'iniziativa: "le royame merovingien oubliè l'Austrasie".

presso il Museo Archeologico di Saint-Germain-en-Laye

In occasione di quest'ultima mostra sono anche esposti alcuni reperti recentemente rinvenuti a Saint-Dizier. In questa cittadina furono rinvenute tre tombe di personaggi importanti e la sepoltura di un cavallo. I reperti acquisiti ammontano a circa 200 e nel museo locale è stata curata una sezione permanente. Alcuni dei pezzi ritrovati sono particolarmente interessanti (l'impugnatura di una spada, una decorazione con lapislazzuli ecc.).



riproduzione di parte della pagina del sito www.saint-dizier.fr


affiche dell'iniziativa di Saint -Dizier che ha preceduto la mostra parigina

video informativo su Youtube
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L'Austrasia aveva come capitali Reims o Metz. La separazione del più ampio regno merovingio si ebbe dopo la morte di re Clodoveo ricordato anche in diversi francobolli francesi.


approfondimento: Merovingi 


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venerdì 8 settembre 2017

Regina post mortem

E' una storia del 14° secolo in Portogallo. Ines de Castro era una nobildonna di origine galiziana che poco prima del 1345 divenne l'amante dell'erede al trono portoghese (Pietro I, all'epoca appena sposato).
La situazione cambiò quando la moglie di Pietro morì in conseguenza di un parto. A quel punto i due si sposarono segretamente ed ebbero dei figli.  Poco dopo, nel 1354, ufficializzarono in qualche modo il matrimonio.
Tuttavia, per diversi motivi, la situazione non piaceva al padre di Pietro (Alfonso IV) che decise di far uccidere Ines de Castro.




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la vicenda ha ispirato anche alcune opere teatrali e simili

Dopo il delitto si scatenò una breve guerra civile che vide vincitore il padre.
Nel 1357 Pietro divenne re. Dopo aver punito i responsabili materiali del delitto, decise di considerare regina la defunta Ines e di far costruire un adeguato monumento funebre nel Monastero di Alcobaça.
C'è la leggenda, riportata anche in un dipinto, che il re Pietro organizzò una cerimonia di incoronazione di Ines riesumando il cadavere.



il sepolcro funebre di Ines nel Monastero di Alcobaça
A pochi metri di distanza c'è anche il monumento funebre di Pietro I

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martedì 26 gennaio 2016

Palermo, Nicodemo ultimo vescovo del periodo islamico

Può darsi che in Sicilia ce ne fossero altri, ma subito dopo la conquista della Palermo islamica ( nel 1072) i combattenti normanni capeggiati da Roberto il Guiscardo trovarono a Palermo un solo "timido" vescovo cristiano. Si trattava di tale Nicodemo che a quanto sembra officiava- secondo i criteri della Chiesa di Costantinopoli- in una piccola chiesetta fra Palermo e Monreale. Secondo alcune cronache tale vescovo stava: " ..ab impiis dejectus in paupere Ecclesia S.Cyriacae.."
Dopo quasi due secoli di dominazione islamica erano rimasti ben pochi residui della presenza cristiana e, se c'erano, questi ovviamente erano spesso di rito bizantino e non romano.
In più i cristiani rimasti erano ovviamente più numerosi nella Sicilia orientale in quanto la dominazione islamica arrivò molto più tardi nella parte est dell'Isola. Gli arabi ci misero infatti un bel po' a conquistare Siracusa e l'ultimo baluardo di Taormina fu espugnato nel 906 (e pare che in quell'occasione fu decapitato il vescovo locale). Furono poi complicatissime le vicende di una cittadina come Rometta.
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A parte queste curiosità, la cultura bizantina nella parte orientale della Sicilia fu persistente per molto tempo e ne sono rimaste anche alcune evidenze artistiche.

affresco in stile bizantino a Siracusa (cripta di San Marziano)
foto di Susanna Valpreda che ha curato il volume
Sikelia- in Sicilia orientale nel periodo bizantino (approfondimenti)


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due frammenti di vecchi libri sulla chiesa di Nicodemo(comunque a quanto risulta il vescovo fu presto invitato a celebrare messa nell'antica cattedrale di Palermo che per molto tempo era stata utilizzata come moschea); di seguito proponiamo invece un link 




lunedì 11 gennaio 2016

Una terrazza, Michelangelo, Vittoria Colonna e un club

A pochi passi dal Quirinale è ubicata la chiesa di San Silvestro dove i visitatori possono arrivare ad una terrazza e alla facciata di un antico oratorio.


foto alpav (l'oratorio in antico aveva forse funzioni cimiteriali).

In questi luoghi pare si incontrassero il grande Michelangelo, Vittoria Colonna e saltuariamente altri amici.
La marchesa di Pescara all'epoca soggiornava spesso nell'antico convento che era qui funzionante.
Nel 1538-1539 nella chiesa (a quei tempi spesso denominata San Silvestro al Monte Cavallo), fra l'altro, fece diverse predicazioni il senese Lancelloto Politi (Ambrogio Catarino Politi, teologo e giurista).

Vittoria Colonna in un dipinto di Sebastiano del Piombo, conservato nel Museo Nazionale della Catalogna (foto wikipedia).  A Londra è conservata un bel disegno che Michelangelo donò alla nobildonna.

Diverse persone di questo club erano collegate al cardinale inglese Reginald Pole (che fu anche l'ultimo vescovo cattolico di Canterbury) che, in quel periodo, stava parecchio in Italia e aveva fondato a Viterbo un movimento denominato Ecclesia Viterbiensis. A tale movimento avevano aderito anche alcuni individui che poco prima erano stati vicini alle posizioni di Juan de Valdés. 
Vittoria Colonna ebbe alcuni contatti con il cardinale Pole anche quando soggiornò brevemente a Viterbo in un convento.


frontespizio di antico volume del cardinale Pole

Il gruppo voleva trovare una diversa via per confrontarsi con i luterani ma simili progetti non andarono a buon fine. Lo stesso cardinale Pole, a quanto sembra, fu nella rosa dei papabili dopo la morte di Paolo III, ma in quel conclave fu poi eletto il cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte (Giulio III). 
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uno dei testi di Marcantonio Flaminio

Altri personaggi che gravitarono un po' intorno al gruppo furono Giulia Gonzaga e Marcantonio Flaminio.

approfondimenti:
chiesa San Silvestro al Quirinale
il circolo degli spirituali di Viterbo
Vittoria Colonna a Viterbo
la Pietà di Michelangelo per Vittoria Colonna



Vasto (Chieti) resti della facciata della chiesa di San Pietro. Nella cittadina abruzzese c'è ancora memoria della nobildonna. Ogni anno anche il matrimonio fra Vittoria Colonna e Ferrante d'Avalos viene ricordato ad Ischia e Vasto con piccoli ma simpatici cortei in costume

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